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UNIVERSITA’ E AREE INTERNE - Intervento in occasione dell’iniziativa del PD Marche “Università e ricerca nelle Marche”

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Lunedì 11 maggio 2026 ore 17,30 Sala Cesanelli dello Sferisterio, Piazza Nazario Sauro, Macerata Non si può che condividere il presupposto fondamentale da cui muove il Documento nazionale del Partito Democratico che oggi qui discutiamo, ovvero che l’Università pubblica sia sotto attacco, sia per quanto riguarda la sua autonomia, minacciata dalla volontà di intromissione nella governance da parte del Governo nazionale, sia per quanto riguarda la sua funzione democratica, di accesso aperto, equo e qualitativo al sapere, minacciata dalle Università private telematiche for profit, smaccatamente sostenute anche in questo caso dal Governo. Tuttavia, bisogna essere consapevoli che anche per il sistema universitario nazionale si apre la fase post-PNRR (che ha riservato all’Università circa 11 miliardi di euro), e ciò accade dentro un quadro generale complesso, dovuto ad una situazione geopolitica che ha ricadute dirette e pesanti sulle economie continentali e nazionali e spinge le élites...

LA CITTA’ APPENNINICA, UN PROGETTO DI TERRITORIO

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Pubblichiamo in anteprima l'articolo che uscirà sulla rivista "Sassoferrato mia" nel numero di maggio-giugno 2026. Quando nel mondo torna la guerra chi ha da temere sono i più deboli e i territori più fragili. È noto come essa sia una distruttrice di ricchezze e una spianatrice di differenze, ma - finché vige - la sua logica è esclusivamente quella gerarchica dei rapporti di forza e del potere dispersivo delle punte. L’Europa che si concentra sulle politiche per la difesa comune e il riarmo distrae risorse dall’investimento per ridurre le disuguaglianze e per sostenere la transizione verso la sostenibilità. L’Italia, il paese più vecchio tra i 27 dell’Unione europea, nel momento in cui il calo demografico tocca sensibilmente anche le aree urbane, rischia di diventare sorda al lamento delle piccole comunità che piano piano, ma inesorabilmente, stanno evaporando. La prossima fine del PNRR, il piano di investimenti che ha sorretto finora l’economia nazionale e quella e...

FABRIANO, UN CASO STUDIO

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Fabriano è un caso di studio. Il centro urbano più popoloso dell’entroterra marchigiano, tradizionale polo del lavoro e dei servizi per un ampio territorio interprovinciale e interregionale, il luogo d’elezione della grande impresa nella versione marchigiana, il Comune territorialmente più esteso delle Marche e il 56esimo tra i circa 7.900 Comuni italiani, ha conosciuto nella sua storia recente una dinamica economica, sociale e politica che ne fa un vero e proprio caso degno di analisi. Nel ripercorrere i tratti della sua storia recente non risaliremo all’ampia letteratura sullo sviluppo industriale regionale, il cosiddetto “modello marchigiano”, legato alla figura del “metalmezzadro”, alla specializzazione produttiva, al paternalismo imprenditoriale e politico, alle forme di coesione e controllo sociale con tratti omologanti, che proprio nel fabrianese ha avuto l’espressione più coerente. Basterà qui ricordare un aspetto meno indagato e cioè che la distribuzione territoriale degli...

La “Città appenninica”. L’On. Irene Manzi interviene sull’ultimo libro di Daniele Salvi

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Con la “Città appenninica. Cronache dalla ricostruzione” (Il Lavoro editoriale 2025) Daniele Salvi torna a parlare di Marche cercando di stimolare una nuova riflessione dopo quella condotta nel precedente volume dedicato alla “Post Regione”. Una nuova occasione per tornare a ragionare intorno alle trasformazioni subite dalla regione “metalmezzadra” dopo la crisi economica del 2008, il fallimento di Banca Marche, il terremoto del 2016-2017 e la pandemia del 2020.   Un intervallo temporale non breve che ha trasformato nel profondo interi territori della regione, con la chiusura di aziende importanti, un impoverimento generalizzato e la messa in crisi di un modello non solo economico, ma anche sociale, che ha reso a lungo le Marche un esempio virtuoso e vincente nel Paese. Come fatto con il precedente volume, anche questo - che raccoglie articoli e riflessioni pubblicate dall’autore - non si limita ad una semplice presa d’atto delle conseguenze di quasi 20 anni di trasformazioni rad...

DALLA CITTA’ APPENNINICA ALLA RICOSTRUZIONE POLITICA - SUCCESSO A MATELICA PER LA PRESENTAZIONE DELL’ULTIMO LIBRO DI DANIELE SALVI

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La presentazione del libro di Daniele Salvi “La Città appenninica. Cronache dalla ricostruzione” (Il Lavoro Editoriale 2025), avvenuta a Matelica lo scorso venerdì 14 novembre, su iniziativa del locale circolo del Partito Democratico, è stata l’occasione per affrontare diversi importanti temi. Il più approfondito tra questi è stato l’argomento delle aree interne, tema che i diversi relatori hanno affrontato con metodo, senza cadere nella superficialità, come spesso accade nei tanti, anche recenti, dibattiti. A tenere banco, tuttavia, è stata anche la riflessione sulle recenti elezioni regionali nelle quali il centrosinistra non è riuscito a riguadagnare la guida delle Marche, confermando in questo modo che un progetto politico di cambiamento ha bisogno di essere preparato per tempo, attraverso la partecipazione e il coinvolgimento di competenze, affinché risulti credibile e praticabile agli occhi dei cittadini elettori. Tanto più in una regione come le Marche, dove la destra non ha...

LA CITTA' APPENNINICA. CRONACHE DALLA RICOSTRUZIONE

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Esce oggi il nuovo libro "La Città appenninica. Cronache dalla ricostruzione" (Il Lavoro Editoriale), disponibile online in versione e-book e cartacea. Il volume raccoglie gli scritti successivi all’uscita de La Post Regione. Le Marche della doppia ricostruzione, edito ormai quasi cinque anni fa.  Perseguendo nella convinzione che l’impegno pubblico abbia un senso se, oltre alla prassi concreta, coltiva la riflessione critica su quanto la realtà sembra suggerirci, il libro si muove come un diario ragionato frutto dell’esperienza di questi ultimi anni.  Il viaggio fatto in giro per le Marche da La Post Regione con circa trentacinque occasioni di presentazione e dibattito e con la nascita del blog www.lapostregione.blogspot.com ha accompagnato almeno in parte lo sviluppo ulteriore della riflessione che si è avvalsa anche di una serie di contributi di intellettuali marchigiani che colgo qui l’occasione per ringraziare pubblicamente.  Giancarlo Galeazzi, Pierluigi Falas...

CHE COSA STA CAMBIANDO NELLE AREE INTERNE DELLE MARCHE

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La vicenda Beko Europe, che sta tenendo con il fiato sospeso circa duemila lavoratori in tutta Italia, di cui un terzo nelle Marche, rischia, tra le altre cose, di acuire la già fragile situazione delle Aree interne della nostra regione. I Comuni di Fabriano e Comunanza sono ovviamente i più interessati, ma la partita riguarda il processo di periferizzazione che queste Aree stanno progressivamente subendo con la zona del cratere sismico divenuta lo spartiacque del decremento demografico che fa la differenza tra Nord e Sud anche lungo l’Appennino. Quando si ironizza sulla proposta di agevolare l’insediamento di giovani coppie nelle Aree interne attraverso un contributo per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa bisognerebbe riflettere sul fatto che dopo il Covid l’Appennino settentrionale è tornato a crescere contando circa 100.000 persone che sono andate ad abitarci e sono in maggioranza italiani. A questo risultato ha contribuito anche la strategia della Regione Emilia-...

OTTO ANNI DAL SISMA: SERVE UN’OPERAZIONE VERITA’ E UNA NUOVA POLITICA PER LE AREE INTERNE

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Passati gli anniversari e le (auto)celebrazioni ad otto anni dal sisma del 2016 è tempo di una operazione verità. Non per fare polemica, ma per evitare di essere sommersi dalla propaganda, e dunque per amore di verità. Il quadro più generale sta cambiando e per le aree interne e quelle del cratere sismico del centro Italia le cose rischiano di peggiorare. Se nel 2016, in un’Europa che a fatica si discostava dalle politiche di austherity , il tema era la periferizzazione dell’Italia e ancor più delle sue aree interne rispetto al cuore manifatturiero tedesco-orientale che trainava il continente, oggi – come ci ha ricordato Mario Draghi presentando il suo rapporto sulla competitività europea – è l’Europa tutta ad essere di fronte ad un bivio: o si rilancia o declina. Ho sentito dire in questi giorni che l’Europa non ha una politica per la montagna: parzialmente vero, non solo perché basterebbe ricordare le Convenzioni delle Alpi o dei Carpazi, ma perché essa in realtà delega il tema d...