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SE PARLIAMO DI UNIVERSITA’

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La proposta di aggregazione delle quattro Università marchigiane, rilanciata ultimamente dal “Corriere Adriatico”, è come un fiume carsico che ogni tanto riemerge. Nulla di nuovo, se non fosse che oggi appare rafforzata da alcuni elementi. Il primo è il calo demografico che riduce la popolazione scolastica e di conseguenza quella universitaria. L’Italia resta, però, il paese europeo che sforna il minor numero di laureati, di cui una buona percentuale emigra, e se molte famiglie potessero avere una condizione di vita migliore, sicuramente sarebbero di più i giovani iscritti ai nostri atenei. Margini di miglioramento, da questo punto di vista, non mancano. Il secondo è la prossima fine del PNRR, che lascia intravvedere una nuova fase di vacche magre con risorse importanti che vengono dirottate dal sistema del welfare alle spese per la difesa. Questa nuova fase sui territori viene interpretata con la necessità di razionalizzare ovunque sia possibile, il cui obiettivo di fondo è pretta...

L’ENTROTERRA TRA FABBRICHE E DICERIE

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Nonostante le ferite e le contraddizioni che vive, l’entroterra marchigiano continua a far parlare di sé. Alcuni eventi di questi ultimi giorni ne hanno mostrato le difficoltà insieme alla vitalità. Lo sciopero generale dello scorso 29 novembre a Fabriano e la pronuncia del Papa all’Angelus dell’8 dicembre sono stati due momenti di forte solidarietà con i lavoratori che a Fabriano come a Comunanza stanno difendendo il lavoro e la prospettiva industriale dei rispettivi territori e più in generale delle Marche. Le Marche, appunto, una regione affetta da quella che Antonio Calabrò ha definito una “dissonanza cognitiva”, ossia lo scarto tra il fatto che l’Italia è la seconda manifattura d’Europa e la percezione diffusa che la sua ricchezza derivi dal turismo. Le crisi di Fedrigoni e Beko, che minacciano di lasciare sul campo centinaia di posti di lavoro nelle aree più fragili della regione, hanno avuto - almeno spero - l’effetto di risvegliarle dal sonno dogmatico in cui sono cadute. ...

ALL’OMBRA DI SANTA MARIA IN VIA

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Il ritorno del Rettorato dell’Università nel centro storico della città ducale rappresenta un segnale importante della volontà di ricostruire e far rivivere il luogo simbolo del sisma del 2016: Camerino. Dopo il collegio Bongiovanni, ribattezzato Next Generation , questo è il secondo passo nella riconquista della città murata, al quale ci si augura che presto ne seguano altri, capaci di dare il senso di un percorso progressivo e irreversibile. Non si tratta di fare classifiche, né possiamo dimenticare la tragedia di vite umane perse ad Accumoli, Amatrice, Arquata e Pescara del Tronto. Ma quando dico che Camerino è il luogo simbolo del terremoto dell’Appennino centrale, intendo che la sua ricostruzione rappresenta la cartina di tornasole della riuscita o meno della ricostruzione del Centro Italia. Non solo perché è più semplice ricostruire ab imis fundamentis , piuttosto che riparare una città plurimillenaria, frutto di successive stratificazioni storiche, divenuta di colpo inagib...

UNA UNIVERSITA’ IN FORMA DI CITTA’

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  Nelle ultime settimane hanno iniziato a prendere forma alcune progettualità che riguardano Camerino, la città emblema del sisma del Centro Italia, frutto di iniziative intraprese negli anni passati ed ora giunte a maturazione, grazie a diversi attori e programmi di intervento: l’ordinanza di cantierizzazione del centro storico della città ducale, traduttiva del Programma Generale di Ricostruzione, la piattaforma sui nuovi materiali Marlic, decisa nella scorsa legislatura regionale, l’accordo con il Maxxi per la qualificazione dell’area dell’ex convento di San Francesco e dell’ex-Carcere, dove già Mario Cucinella aveva ipotizzato un intervento di tipo culturale che fosse attrattore e polarizzatore della rinascita del centro storico, l’accordo con l’Agenzia del Demanio per la ricostruzione della stessa area, di cui è proprietaria, e l’avvio dei lavori del primo stralcio del Recovery Art Project alle ex-Casermette in località Torre del Parco, grazie a fondi del PNRR e del PNC si...