Passati gli anniversari e le (auto)celebrazioni ad otto anni dal sisma del 2016 è tempo di una operazione verità. Non per fare polemica, ma per evitare di essere sommersi dalla propaganda, e dunque per amore di verità. Il quadro più generale sta cambiando e per le aree interne e quelle del cratere sismico del centro Italia le cose rischiano di peggiorare. Se nel 2016, in un’Europa che a fatica si discostava dalle politiche di austherity , il tema era la periferizzazione dell’Italia e ancor più delle sue aree interne rispetto al cuore manifatturiero tedesco-orientale che trainava il continente, oggi – come ci ha ricordato Mario Draghi presentando il suo rapporto sulla competitività europea – è l’Europa tutta ad essere di fronte ad un bivio: o si rilancia o declina. Ho sentito dire in questi giorni che l’Europa non ha una politica per la montagna: parzialmente vero, non solo perché basterebbe ricordare le Convenzioni delle Alpi o dei Carpazi, ma perché essa in realtà delega il tema d...