Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Sisma 2016

OTTO ANNI DAL SISMA: SERVE UN’OPERAZIONE VERITA’ E UNA NUOVA POLITICA PER LE AREE INTERNE

Immagine
Passati gli anniversari e le (auto)celebrazioni ad otto anni dal sisma del 2016 è tempo di una operazione verità. Non per fare polemica, ma per evitare di essere sommersi dalla propaganda, e dunque per amore di verità. Il quadro più generale sta cambiando e per le aree interne e quelle del cratere sismico del centro Italia le cose rischiano di peggiorare. Se nel 2016, in un’Europa che a fatica si discostava dalle politiche di austherity , il tema era la periferizzazione dell’Italia e ancor più delle sue aree interne rispetto al cuore manifatturiero tedesco-orientale che trainava il continente, oggi – come ci ha ricordato Mario Draghi presentando il suo rapporto sulla competitività europea – è l’Europa tutta ad essere di fronte ad un bivio: o si rilancia o declina. Ho sentito dire in questi giorni che l’Europa non ha una politica per la montagna: parzialmente vero, non solo perché basterebbe ricordare le Convenzioni delle Alpi o dei Carpazi, ma perché essa in realtà delega il tema d...

L'OTTO ANCORA

Immagine
Il prossimo 28 ottobre a Camerino faremo il punto su ricostruzione post sisma e prospettive delle aree interne. Vi aspetto!

AL CRATERE SISMICO SERVE LO IUS SCHOLAE

Immagine
Per un momento ci abbiamo creduto. Che fosse tornata la politica, quella vera. Intendo la politica, anche quella dei sedicenti moderati o dei conservatori, che alle porte della ripresa dopo le ferie estive, era capace di anticipare i contenuti del dibattito autunnale, annunciando le priorità dell’impegno del proprio fronte e alimentando così il confronto politico. Dopotutto è il ruolo delle leadership, di chi guida una comunità politica e ha il dovere di tracciare una rotta non solo alla propria parte, ma al Paese. Specie se il mondo è cambiato e anche chi è più affezionato ai valori tradizionali capisce che bisogna metabolizzare le novità se non si vuol finire ai margini della storia. L’uscita post ferragostana del Ministro degli Esteri Antonio Tajani sullo ius scholae sembrava rispondere a questo ritrovato stile della politica. Complice anche l’aplomb del personaggio, che evoca più il portamento dell’uomo politico della Prima Repubblica che la vanità di quello punto zero. E inv...

CAMERINO, TRA PASSATO E FUTURO, CI INTERROGA

Immagine
L’appello lanciato da 13 tra studiosi e appassionati della storia e dell’arte di Camerino non va lasciato cadere nel vuoto. Essi hanno svolto un atto altamente civico, ponendo una questione di estrema serietà e urgenza, che obbliga chi di dovere ad una risposta e alla presa in carico delle ragioni fondate del loro allarme. La profondità e vastità del sisma del 2016/2017, paragonabile per i danni inferti alla città ducale a quelli del 1279 e del 1799, ha spinto tutti, inclusi i massimi responsabili incaricati del processo di ricostruzione, ad anteporre la questione della sicurezza a tutto il resto. La ricostruzione post sismica del 1997 ha avuto il pregio di limitare i crolli e di salvare le vite umane, in qualche caso anche grazie ad una buona dose di fortuna, ma non ha impedito che il livello del danno fosse elevato. Occorre ricordare il dibattito che vi fu a quel tempo sull’esigenza di contemperare sicurezza e salvaguardia delle qualità storiche e artistiche degli abitati e d...

UN MONDO A PARTE, ANZI NORMALE

Immagine
Il film di Riccardo Milani “Un mondo a parte” ha avuto il merito di portare sul grande schermo le cosiddette “aree interne”, non soltanto come sfondo di una qualche storia di successo, ma come oggetto e contenuto principale della narrazione. Infatti, la storia d’amore tra il maestro Michele Cortese (Antonio Albanese) e la vicepreside Agnese (Virginia Raffaele) si costruisce nel piccolo paese di Rupe (Opi) nella montagna abruzzese e intorno alla comune battaglia per salvare la pluriclasse e con essa la scuola del posto. Tema sensibile, quello della scuola, di tutti i paesi delle aree interne, tant’è che la stessa Strategia nazionale dedicata a questi luoghi ha individuato da tempo nella presenza di servizi essenziali, come sono quelli dell’istruzione, della sanità e della mobilità, le precondizioni della sopravvivenza e dello sviluppo sostenibile di queste aree. L’obiettivo dei protagonisti è quello di evitare la fine che ha fatto il vicino paese di Sperone, dove la chiusura della...

ALLA RICOSTRUZIONE SERVE UNA CERTA IDEA D’EUROPA

Immagine
Il workshop tenutosi lo scorso 8 marzo presso l’Istao sul tema della ricostruzione post-terremoto, in cui si è dibattuto di “cosa è stato fatto, cosa si deve fare, cosa si può fare”, è stato emblematico di un fatto. La presenza dei vertici istituzionali, il Commissario straordinario e il Presidente della Giunta regionale, e l’ampio parterre di rappresentanze socioeconomiche coinvolte hanno consentito, con i loro interventi, di avere uno spaccato abbastanza chiaro del punto in cui ci troviamo. E il punto è, da un lato, una sorta di congelamento del pensiero delle classi dirigenti sulla ricostruzione alle posizioni espresse nel periodo di poco successivo agli eventi sismici; dall’altro, l’espressione di un volontarismo che non fa i conti con il fatto che la gran parte delle scelte, almeno quelle connesse alla grande disponibilità di risorse, è stata ormai consumata e ora si tratta di attuare bene quanto deciso. Per quel che sarà possibile. Infatti, come ha detto il Commissario straordina...

ALL’OMBRA DI SANTA MARIA IN VIA

Immagine
Il ritorno del Rettorato dell’Università nel centro storico della città ducale rappresenta un segnale importante della volontà di ricostruire e far rivivere il luogo simbolo del sisma del 2016: Camerino. Dopo il collegio Bongiovanni, ribattezzato Next Generation , questo è il secondo passo nella riconquista della città murata, al quale ci si augura che presto ne seguano altri, capaci di dare il senso di un percorso progressivo e irreversibile. Non si tratta di fare classifiche, né possiamo dimenticare la tragedia di vite umane perse ad Accumoli, Amatrice, Arquata e Pescara del Tronto. Ma quando dico che Camerino è il luogo simbolo del terremoto dell’Appennino centrale, intendo che la sua ricostruzione rappresenta la cartina di tornasole della riuscita o meno della ricostruzione del Centro Italia. Non solo perché è più semplice ricostruire ab imis fundamentis , piuttosto che riparare una città plurimillenaria, frutto di successive stratificazioni storiche, divenuta di colpo inagib...