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I PAESI MARCHIGIANI DI GIANNI COMPAGNONI

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Sabato 30 maggio alle ore 17.00 a Treia (MC) presso l'Hotel Grimaldi sarà presentato il libro "Paesi del tempo e della memoria. Tesori delle Marche" di Gianni Compagnoni. Di seguito la mia prefazione al libro. “Un paese ci vuole, / non fosse che per il gusto di / andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, / sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è / qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. Questi versi di Cesare Pavese, tratti da “La luna e i falò’” (1949), sono forse tra i più belli che siano stati dedicati all’idea di paese. E ai paesi, quella della sua terra, è dedicata questa opera di Gianni Compagnoni. Dopo i Borghi più belli, i Palazzi nobiliari della sua amata Treia e le Abbazie, il viaggio dell’autore non poteva non toccare i Paesi. Perché le Marche sono terra di paesi e Paese di paesi è l’Italia. L’Italia in una regione. Quasi novello Enrico Dehò, l’autore che ne 1910 diede alle stampe la guida “Paesi marchigia...

UNIVERSITA’ E AREE INTERNE - Intervento in occasione dell’iniziativa del PD Marche “Università e ricerca nelle Marche”

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Lunedì 11 maggio 2026 ore 17,30 Sala Cesanelli dello Sferisterio, Piazza Nazario Sauro, Macerata Non si può che condividere il presupposto fondamentale da cui muove il Documento nazionale del Partito Democratico che oggi qui discutiamo, ovvero che l’Università pubblica sia sotto attacco, sia per quanto riguarda la sua autonomia, minacciata dalla volontà di intromissione nella governance da parte del Governo nazionale, sia per quanto riguarda la sua funzione democratica, di accesso aperto, equo e qualitativo al sapere, minacciata dalle Università private telematiche for profit, smaccatamente sostenute anche in questo caso dal Governo. Tuttavia, bisogna essere consapevoli che anche per il sistema universitario nazionale si apre la fase post-PNRR (che ha riservato all’Università circa 11 miliardi di euro), e ciò accade dentro un quadro generale complesso, dovuto ad una situazione geopolitica che ha ricadute dirette e pesanti sulle economie continentali e nazionali e spinge le élites...

DI ALCUNE IRRAZIONALITA’ DELLA POLITICA REGIONALE

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La nuova legislatura regionale si è aperta all’insegna della continuità politica, con la riconferma del centrodestra a trazione Fratelli d’Italia e con una squadra di governo nuova nella quale la figura del Presidente è garante della esperienza e della prospettiva. Come spesso succede nei secondi mandati la percezione diffusa è che la direzione di marcia sia affidata integralmente al Presidente, anche se stentano ad emergere con nitidezza le priorità programmatiche e le modalità con cui affrontarle. Sanità e giovani sono quelle su cui si concentra pubblicamente la comunicazione, intendendo con la prima la risoluzione delle questioni che il sistema si trascina dietro da tempo e che si sono via via aggravate (carenza di personale, liste d’attesa, completamento degli investimenti del PNRR) e con la seconda il tentativo di frenare l’emorragia di giovani che lasciano la nostra regione dopo che qui si sono formati. In verità il quadro delle problematiche che le Marche hanno di fronte è...

SE PARLIAMO DI UNIVERSITA’

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La proposta di aggregazione delle quattro Università marchigiane, rilanciata ultimamente dal “Corriere Adriatico”, è come un fiume carsico che ogni tanto riemerge. Nulla di nuovo, se non fosse che oggi appare rafforzata da alcuni elementi. Il primo è il calo demografico che riduce la popolazione scolastica e di conseguenza quella universitaria. L’Italia resta, però, il paese europeo che sforna il minor numero di laureati, di cui una buona percentuale emigra, e se molte famiglie potessero avere una condizione di vita migliore, sicuramente sarebbero di più i giovani iscritti ai nostri atenei. Margini di miglioramento, da questo punto di vista, non mancano. Il secondo è la prossima fine del PNRR, che lascia intravvedere una nuova fase di vacche magre con risorse importanti che vengono dirottate dal sistema del welfare alle spese per la difesa. Questa nuova fase sui territori viene interpretata con la necessità di razionalizzare ovunque sia possibile, il cui obiettivo di fondo è pretta...

LA CITTA’ APPENNINICA, UN PROGETTO DI TERRITORIO

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Pubblichiamo in anteprima l'articolo che uscirà sulla rivista "Sassoferrato mia" nel numero di maggio-giugno 2026. Quando nel mondo torna la guerra chi ha da temere sono i più deboli e i territori più fragili. È noto come essa sia una distruttrice di ricchezze e una spianatrice di differenze, ma - finché vige - la sua logica è esclusivamente quella gerarchica dei rapporti di forza e del potere dispersivo delle punte. L’Europa che si concentra sulle politiche per la difesa comune e il riarmo distrae risorse dall’investimento per ridurre le disuguaglianze e per sostenere la transizione verso la sostenibilità. L’Italia, il paese più vecchio tra i 27 dell’Unione europea, nel momento in cui il calo demografico tocca sensibilmente anche le aree urbane, rischia di diventare sorda al lamento delle piccole comunità che piano piano, ma inesorabilmente, stanno evaporando. La prossima fine del PNRR, il piano di investimenti che ha sorretto finora l’economia nazionale e quella e...

FABRIANO, UN CASO STUDIO

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Fabriano è un caso di studio. Il centro urbano più popoloso dell’entroterra marchigiano, tradizionale polo del lavoro e dei servizi per un ampio territorio interprovinciale e interregionale, il luogo d’elezione della grande impresa nella versione marchigiana, il Comune territorialmente più esteso delle Marche e il 56esimo tra i circa 7.900 Comuni italiani, ha conosciuto nella sua storia recente una dinamica economica, sociale e politica che ne fa un vero e proprio caso degno di analisi. Nel ripercorrere i tratti della sua storia recente non risaliremo all’ampia letteratura sullo sviluppo industriale regionale, il cosiddetto “modello marchigiano”, legato alla figura del “metalmezzadro”, alla specializzazione produttiva, al paternalismo imprenditoriale e politico, alle forme di coesione e controllo sociale con tratti omologanti, che proprio nel fabrianese ha avuto l’espressione più coerente. Basterà qui ricordare un aspetto meno indagato e cioè che la distribuzione territoriale degli...

L’esperienza di Borgofuturo: da Festival della Sostenibilità a Progetto Locale per la Val di Fiastra - Matteo Giacomelli, Inabita Laboratorio Territoriale

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Negli ultimi anni il dibattito sulle aree interne ha riportato al centro dell’attenzione il ruolo dei piccoli centri montani e collinari nella costruzione di nuove forme di territorialità. Il libro di Daniele Salvi ‘La Città appenninica. Cronache dalla ricostruzione’ (Il Lavoro editoriale 2020) s’inserisce in questo solco dando un importante contributo di merito, riferito soprattutto alle Marche. Le aree interne non sono più considerate semplicemente come territori marginali o residuali, ma come spazi nei quali sperimentare modelli di sviluppo basati sulla cooperazione locale, sulla valorizzazione del patrimonio culturale e su nuove forme di governance territoriale. Il progetto Qui Val di Fiastra, curato da Inabita Laboratorio Territoriale per i Comuni di Ripe San Ginesio, Loro Piceno e Colmurano nell’ambito della misura PNRR dedicata alla rigenerazione dei borghi storici, ed esteso ai Comuni di Urbisaglia, San Ginesio e Sant’Angelo in Pontano, rappresenta un esempio significativo di...