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ZES: PARTI UGUALI TRA DISEGUALI? ANCHE NO.

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Innanzitutto bisogna riconoscere che il Governo ha mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale relativa all’estensione della Zona economica speciale unica del Mezzogiorno alle regioni Marche Umbria, stanziando anche le risorse per la copertura finanziaria dell’anno corrente. I timori di un iter lungo e accidentato, la mancata adozione di un decreto con le relative risorse, sono state fugate dal rapido percorso parlamentare ed ora l’operatività dello strumento di semplificazione burocratica, agevolazione fiscale e modernizzazione infrastrutturale è reale. L’opposizione in Regione e in Parlamento dovrebbe rivendicare che grazie alla propria azione incalzante nei confronti dei Governi regionale e nazionale quella che sembrava essere una promessa tutta elettorale è diventata, invece, opportunità concreta. Bene, quindi. A questo punto altre sono le questioni da mettere sotto i riflettori per consentire una attuazione ed una fruizione della Zes a beneficio della comunità regiona...

UNA ZES PER LE REGIONI IN TRANSIZIONE

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         L’annuncio del licenziamento di 195 lavoratori da parte del Gruppo Fedrigoni e le incertezze che aleggiano sul settore dell’elettrodomestico hanno rilanciato la necessità di individuare strumenti di facilitazione e attrazione di investimenti per l’area del cratere sismico, per l’entroterra regionale e per le stesse Marche. Lo status di regione in transizione che le Marche condividono con l’Umbria renderebbe entrambe le regioni idonee ad ospitare una Zona Economica Speciale (ZES) o una Zona Logistica Semplificata (ZLS) e il tema è tornato in tutti i documenti istituzionali che stanno accompagnando la vertenza del distretto fabrianese e che sono stati inviati al Governo. Le prossime riunioni convocate al Ministero del Made in Italy, il 4 novembre per la vertenza Giano 1264 e il 7 dello stesso mese per la situazione degli stabilimenti italiani Beko, rappresentano delle occasioni per mettere sul tavolo non solo gli aspetti occupazionali e industriali, m...

DALLA CITTA’ APPENNINICA AL QUADRILATERO DI CITTA’ - Una riflessione in vista della prossima apertura del nuovo tratto della Pedemontana delle Marche

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Il completamento del Quadrilatero infrastrutturale di penetrazione interna Marche-Umbria sembra possibile entro il 2025. Se volessimo essere pessimisti potremmo allinearlo alla scadenza del PNRR, il 2026. Nell’arco di venti anni è stato realizzato il completamento della SS77 da Sfercia a Foligno e della SS76 da Serra San Quirico a Fossato di Vico, mentre sul versante umbro è stato realizzato il collegamento della SS3 da Fossato di Vico a Nocera Umbra-Foligno e quello della SS318 Valfabbrica-Perugia. Restano due restringimenti di carreggiata in via di soluzione: il viadotto Mariani lungo la SS76 e la galleria di Casacastalda in direzione Perugia. Sta procedendo, invece, il collegamento Fabriano-Muccia/Sfercia di Camerino, che unisce il versante pedemontano marchigiano, di cui è prossima l’inaugurazione del tratto da Matelica zona industriale a Castelraimondo nord. Pensato per rompere l’isolamento delle aree del sisma del 1997 e del diaframma appenninico, il Quadrilatero consente il ...