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Visualizzazione dei post da aprile, 2026

DI ALCUNE IRRAZIONALITA’ DELLA POLITICA REGIONALE

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La nuova legislatura regionale si è aperta all’insegna della continuità politica, con la riconferma del centrodestra a trazione Fratelli d’Italia e con una squadra di governo nuova nella quale la figura del Presidente è garante della esperienza e della prospettiva. Come spesso succede nei secondi mandati la percezione diffusa è che la direzione di marcia sia affidata integralmente al Presidente, anche se stentano ad emergere con nitidezza le priorità programmatiche e le modalità con cui affrontarle. Sanità e giovani sono quelle su cui si concentra pubblicamente la comunicazione, intendendo con la prima la risoluzione delle questioni che il sistema si trascina dietro da tempo e che si sono via via aggravate (carenza di personale, liste d’attesa, completamento degli investimenti del PNRR) e con la seconda il tentativo di frenare l’emorragia di giovani che lasciano la nostra regione dopo che qui si sono formati. In verità il quadro delle problematiche che le Marche hanno di fronte è...

SE PARLIAMO DI UNIVERSITA’

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La proposta di aggregazione delle quattro Università marchigiane, rilanciata ultimamente dal “Corriere Adriatico”, è come un fiume carsico che ogni tanto riemerge. Nulla di nuovo, se non fosse che oggi appare rafforzata da alcuni elementi. Il primo è il calo demografico che riduce la popolazione scolastica e di conseguenza quella universitaria. L’Italia resta, però, il paese europeo che sforna il minor numero di laureati, di cui una buona percentuale emigra, e se molte famiglie potessero avere una condizione di vita migliore, sicuramente sarebbero di più i giovani iscritti ai nostri atenei. Margini di miglioramento, da questo punto di vista, non mancano. Il secondo è la prossima fine del PNRR, che lascia intravvedere una nuova fase di vacche magre con risorse importanti che vengono dirottate dal sistema del welfare alle spese per la difesa. Questa nuova fase sui territori viene interpretata con la necessità di razionalizzare ovunque sia possibile, il cui obiettivo di fondo è pretta...

LA CITTA’ APPENNINICA, UN PROGETTO DI TERRITORIO

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Pubblichiamo in anteprima l'articolo che uscirà sulla rivista "Sassoferrato mia" nel numero di maggio-giugno 2026. Quando nel mondo torna la guerra chi ha da temere sono i più deboli e i territori più fragili. È noto come essa sia una distruttrice di ricchezze e una spianatrice di differenze, ma - finché vige - la sua logica è esclusivamente quella gerarchica dei rapporti di forza e del potere dispersivo delle punte. L’Europa che si concentra sulle politiche per la difesa comune e il riarmo distrae risorse dall’investimento per ridurre le disuguaglianze e per sostenere la transizione verso la sostenibilità. L’Italia, il paese più vecchio tra i 27 dell’Unione europea, nel momento in cui il calo demografico tocca sensibilmente anche le aree urbane, rischia di diventare sorda al lamento delle piccole comunità che piano piano, ma inesorabilmente, stanno evaporando. La prossima fine del PNRR, il piano di investimenti che ha sorretto finora l’economia nazionale e quella e...