Nelle ultime settimane Daniele Salvi ha presentato il suo interessante libro "La Città appenninica. Cronache dalla ricostruzione " (Il Lavoro editoriale 2025) a Matelica e poi a Camerino , una raccolta di interventi scritti dall'autore sul futuro delle cosiddette “aree interne” . Questo libro mi ha stimolato delle riflessioni sulla mia generazione e sulla necessità di farci sentire, anche perch é la politica che si occupa di noi e del nostro futuro spesso non ci ascolta. Queste mie parole, quindi, sono frutto proprio di quelle riflessioni che vorrei condividere, senza l'arroganza di pensare che siano tutte giuste e che le soluzioni proposte siano le uniche possibili, ma con la viva speranza di pungolare qualche animo più sensibile e di aprire così un sincero dibattito. Troppo spesso e da troppo tempo ci si interroga – con poche reali soluzioni – su quale sia il futuro per le nostre aree interne. E la parola “ futuro ” fa chiaramente rima con “ giovani”. ...
La proposta di aggregazione delle quattro Università marchigiane, rilanciata ultimamente dal “Corriere Adriatico”, è come un fiume carsico che ogni tanto riemerge. Nulla di nuovo, se non fosse che oggi appare rafforzata da alcuni elementi. Il primo è il calo demografico che riduce la popolazione scolastica e di conseguenza quella universitaria. L’Italia resta, però, il paese europeo che sforna il minor numero di laureati, di cui una buona percentuale emigra, e se molte famiglie potessero avere una condizione di vita migliore, sicuramente sarebbero di più i giovani iscritti ai nostri atenei. Margini di miglioramento, da questo punto di vista, non mancano. Il secondo è la prossima fine del PNRR, che lascia intravvedere una nuova fase di vacche magre con risorse importanti che vengono dirottate dal sistema del welfare alle spese per la difesa. Questa nuova fase sui territori viene interpretata con la necessità di razionalizzare ovunque sia possibile, il cui obiettivo di fondo è pretta...
Innanzitutto bisogna riconoscere che il Governo ha mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale relativa all’estensione della Zona economica speciale unica del Mezzogiorno alle regioni Marche Umbria, stanziando anche le risorse per la copertura finanziaria dell’anno corrente. I timori di un iter lungo e accidentato, la mancata adozione di un decreto con le relative risorse, sono state fugate dal rapido percorso parlamentare ed ora l’operatività dello strumento di semplificazione burocratica, agevolazione fiscale e modernizzazione infrastrutturale è reale. L’opposizione in Regione e in Parlamento dovrebbe rivendicare che grazie alla propria azione incalzante nei confronti dei Governi regionale e nazionale quella che sembrava essere una promessa tutta elettorale è diventata, invece, opportunità concreta. Bene, quindi. A questo punto altre sono le questioni da mettere sotto i riflettori per consentire una attuazione ed una fruizione della Zes a beneficio della comunità regiona...
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