Nelle ultime settimane Daniele Salvi ha presentato il suo interessante libro "La Città appenninica. Cronache dalla ricostruzione " (Il Lavoro editoriale 2025) a Matelica e poi a Camerino , una raccolta di interventi scritti dall'autore sul futuro delle cosiddette “aree interne” . Questo libro mi ha stimolato delle riflessioni sulla mia generazione e sulla necessità di farci sentire, anche perch é la politica che si occupa di noi e del nostro futuro spesso non ci ascolta. Queste mie parole, quindi, sono frutto proprio di quelle riflessioni che vorrei condividere, senza l'arroganza di pensare che siano tutte giuste e che le soluzioni proposte siano le uniche possibili, ma con la viva speranza di pungolare qualche animo più sensibile e di aprire così un sincero dibattito. Troppo spesso e da troppo tempo ci si interroga – con poche reali soluzioni – su quale sia il futuro per le nostre aree interne. E la parola “ futuro ” fa chiaramente rima con “ giovani”. ...
L’esito delle elezioni regionali marchigiane ha sorpreso per la nettezza del verdetto. Gli otto punti percentuali tra i due principali sfidanti in una regione la cui storia è legata alle culture politiche di centrosinistra hanno rappresentato un dato superiore alle previsioni e alle stesse aspettative degli schieramenti in campo. Si consolida quella che nel 2020 era apparsa come una protesta che aveva cavalcato gli effetti della “tempesta perfetta” che aveva investito le Marche (grande crisi, sisma e Covid) e che nell’arco di cinque anni di governo non ha certo brillato, ma si è progressivamente rafforzata, sfruttando un quadro politico nazionale e internazionale che ha visto affermarsi partiti e movimenti di destra. La nascita nel 2022 del Governo Meloni ha rappresentato indubbiamente una stampella di non poco conto per un governo regionale che - tra l’altro - ha potuto gestire, non senza trarne beneficio in termini di consenso, risorse ingenti e inedite nella storia del Paese e d...
Innanzitutto bisogna riconoscere che il Governo ha mantenuto la promessa fatta in campagna elettorale relativa all’estensione della Zona economica speciale unica del Mezzogiorno alle regioni Marche Umbria, stanziando anche le risorse per la copertura finanziaria dell’anno corrente. I timori di un iter lungo e accidentato, la mancata adozione di un decreto con le relative risorse, sono state fugate dal rapido percorso parlamentare ed ora l’operatività dello strumento di semplificazione burocratica, agevolazione fiscale e modernizzazione infrastrutturale è reale. L’opposizione in Regione e in Parlamento dovrebbe rivendicare che grazie alla propria azione incalzante nei confronti dei Governi regionale e nazionale quella che sembrava essere una promessa tutta elettorale è diventata, invece, opportunità concreta. Bene, quindi. A questo punto altre sono le questioni da mettere sotto i riflettori per consentire una attuazione ed una fruizione della Zes a beneficio della comunità regiona...
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